Pubblicato sulla rivista scientifica Microchemical Journal uno dei primi risultati del progetto EXPOMAP: urine e liquido seminale rivelano firme volatilomiche complementari associate a differenti scenari ambientali
Come l’ambiente in cui viviamo lascia tracce misurabili nel nostro organismo? A questa domanda risponde un nuovo studio del CNR-IMM di Lecce, coordinato da Simonetta Capone e realizzato in collaborazione con la rete EcoFoodFertility, nell’ambito del progetto EXPOMAP. La ricerca, pubblicata sulla rivista Microchemical Journal, rappresenta uno dei primi risultati del programma dedicato alla mappatura dell’esposoma umano e allo studio delle relazioni tra ambiente e salute [1].
Lo studio ha analizzato il volatiloma di campioni urinari e di liquido seminale provenienti da giovani adulti residenti in due aree del Sud Italia caratterizzate da differenti livelli di pressione ambientale. Attraverso tecniche avanzate di gascromatografia-spettrometria di massa (GC-MS), i ricercatori hanno identificato firme volatilomiche differenti e complementari nei due biofluidi.
I risultati mostrano che urine e liquido seminale non forniscono informazioni sovrapponibili, ma intercettano aspetti diversi della risposta biologica alle esposizioni ambientali. Questa complementarità consente una valutazione più completa dell’esposoma umano, cioè dell’insieme delle esposizioni ambientali e dei loro effetti biologici nel corso della vita.
La ricerca conferma il potenziale della volatilomica, disciplina che studia i composti organici volatili (VOC) presenti nei biofluidi umani. Queste molecole rappresentano una vera e propria “impronta digitale metabolica”, capace di riflettere contemporaneamente ambiente, alimentazione, stili di vita e stato di salute.
Il lavoro si inserisce nelle attività che il CNR-IMM di Lecce conduce da anni nel campo del biomonitoraggio umano, della volatilomica, dei sensori chimici e dei nasi elettronici, con applicazioni che spaziano dalla diagnosi precoce non invasiva, alla salute riproduttiva, alla medicina di precisione, fino allo studio dei processi di invecchiamento [2].
“Il futuro del biomonitoraggio umano e della medicina di precisione non consiste soltanto nell’identificare singoli contaminanti o biomarcatori, ma nel comprendere come l’insieme delle esposizioni ambientali e dei processi biologici lasci una traccia misurabile nei sistemi viventi”, sottolinea Simonetta Capone.
Approfondimenti
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Riferimenti scientifici
[1] G. My, A. Forleo, T. Notari, G. Lettieri, M. Piscopo, P. Siciliano, L. Montano, S. Capone. Human urine and semen volatilomics for minimally invasive environmental biomonitoring. Microchemical Journal 230 (2026) 119564. DOI: https://doi.org/10.1016/j.microc.2026.119564
[2] A. V. Radogna, G. Grassi, G. My, A. Gaiardo, M. Valt, A. Forleo, P. A. Siciliano, L. Montano, S. Capone. Electronic Olfaction and Advanced Gas Sensing for Exposomics: Classification of Human Biosamples from Different Geographic Areas. IEEE Sensors Journal, early access. DOI: 10.1109/JSEN.2026.3655122 – https://ieeexplore.ieee.org/document/11363163
Contatto: Dr. Simonetta Capone – Dirigente di Ricerca CNR-IMM, unità di Lecce – Responsabile del Laboratorio Sensori