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Dopo la laurea in Chimica nel 1956, Dario iniziò a lavorare nel settore dell’energia nucleare, prima all’AGIP Nucleare poi al Centro di Ricerca Euratom di Ispra. Agli inizi degli anni 60 stabilì dei rapporti di collaborazione scientifica sui materiali di interesse nucleare (zirconio e SAP - Sintered Aluminium Powder) tra Ispra e l’Istituto di Fisica di Bologna. La fine degli anni 60 vide la svolta nei suoi interessi scientifici con la costituzione dell’Istituto LAMEL del CNR, che coinvolse ingegneri elettronici, fisici e chimici nello studio dei materiali e componenti per l’elettronica. Dario ha sempre sostenuto il carattere interdisciplinare dell’Istituto, che non trovò molti riscontri favorevoli nelle rigide divisioni disciplinari del sistema accademico italiano. Dal 1977 al 1987 Dario fu Direttore del LAMEL e nel 1985 divenne Professore Associato presso la Facoltà di Ingegneria dell’Università di Bologna, continuando l’attività di ricerca al LAMEL.

 

Dall’inizio degli anni 70 fino alla fine degli anni 90 l’attività di ricerca di Dario si è sviluppata nello studio dei processi di drogaggio del silicio, affiancando alle usuali tecniche elettriche anche tecniche di analisi strutturale quali microscopia elettronica, microanalisi, diffrazione dei raggi X, e utilizzando nella fase interpretativa dei risultati gli strumenti della termodinamica e della cinetica chimica.  La continuità di ricerca in questo settore portò il LAMEL ad acquisire notorietà e prestigio a livello internazionale. A coronamento di questa attività di ricerca nel 2010 un'azienda tedesca leader nel  fotovoltaico (Schott Solar GmbH) propose una collaborazione per ottimizzare il loro processo di formazione della giunzione. Dario, ormai ottantenne, se ne occupò con lo stesso entusiasmo e lucidità di quarant’anni prima.

 

Un altro settore di interesse di Dario è stato quello delle energie rinnovabili. Insieme al prof. Calzolari della Facoltà di Ingegneria di Bologna all’inizio degli anni 80 promosse, dando prova di una notevole preveggenza la realizzazione di un impianto misto fotovoltaico-eolico presso il passo dei Mandrioli, con il sostegno della Comunità montana dell’Appennino Cesenate e dell’ERVET della Regione Emilia-Romagna.

 

Va infine ricordato il sostegno di Dario alla divulgazione scientifica attraverso la creazione, nel 1976,  del reparto di cinematografia scientifica del LAMEL. Era infatti convinto che la divulgazione verso la società fosse un compito importante di chi fa ricerca. Tra i molti film prodotti da questo reparto ci limitiamo a ricordare Interferenza di elettroni, documentario sull’esperimento di interferenza di elettroni singoli di Merli, del LAMEL, Missiroli e Pozzi, dell’Istituto di Fisica di Bologna. Il documentario, di cui Nobili fu co-autore, vinse la medaglia d’oro al festival del Cinema Scientifico di Bruxelles del 1976.

 

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Di seguito riportiamo i rircordi personali di colleghi ed amici che ebbero con Dario rapporti personali oltre che intense collaborazioni scientifiche

 

Un ricordo di Dario di Agostino Desalvo

Il mio primo incontro con Dario risale alla fine del 1956, quando io iniziavo il terzo anno del corso di laurea in Chimica all’Università di Bologna e lui si stava laureando con una tesi in spettroscopia infrarossa. Dopo la laurea di Dario ci vedevamo raramente perché lui era andato a lavorare all’Agip Nucleare a S: Donato Milanese, poi alla neonata Euratom a Bruxellese e  infine al Centro di Ricerca Euratom di Ispra. Intanto io mi ero laureato e lavoravo all’Istituto di Fisica dell’Università di Bologna nel gruppo di ricerca del prof. P. Gondi, che si occupava di metallurgia fisica. Quando ci vedevamo non si poteva fare a meno di confrontare il suo stipendio da “nababbo” e la sua lunga macchina Ford Taunus targata EUR con i nostri striminziti introiti.  

Eravamo agli inizi degli anni 60 e Dario si impegnò molto per stabilire dei rapporti di collaborazione scientifica tra il Centro di Ricerca di Ispra e l’Istituto di Fisica di Bologna nel settore dei materiali di interesse nucleare, zirconio e SAP (Sintered Aluminium Powder), materiale costituito da due fasi, Al e Al2O3. La mia collaborazione scientifica con Dario è stata più limitata di quella di altri colleghi, però egli teneva molto al nostro lavoro sulla ricristallizzazione del SAP pubblicato nel 1968. In questo materiale la temperatura a cui avviene la ricristallizzazione cresce rapidamente al crescere del contenuto di ossido. Si trattava di stabilire se i cristalli di ossido, oltre a rallentare la crescita dei grani, ne inibiscono anche la nucleazione. Il prof. R. W. Cahn, dell’Università del Sussex, suggerì di introdurre dei nuclei di alluminio nel SAP sottoposto a deformazione e di verificare se la temperatura di ricristallizzazione era sostanzialmente abbassata o no. L’esperimento mostrò che i nuclei di alluminio introdotti crescono nella matrice di SAP solo nell’intervallo di temperatura in cui la lega ricristallizza spontaneamente, dimostrando in modo inequivocabile che il processo inibito dai cristalli di ossido è la crescita dei grani e non la nucleazione. Dario ha sempre considerato questo experimentum crucis come uno dei suoi migliori lavori e quindi mi è sembrato giusto ricordarlo.

Successivamente io mi sono dedicato ad altri campi di ricerca ma il rapporto con Dario, collega sia nell’ambito del LAMEL poi IMM che del Dipartimento di Chimica Applicata e Scienza dei Materiali della Facoltà di Ingegneria dell’Università di Bologna è sempre stato molto stretto sia nel campo della ricerca che della didattica. In particolare mi piace ricordare che ogni volta che c’erano da affrontare problemi di termodinamica e di cinetica, che i fisici disdegnano un po’ (a differenza di Einstein che aveva un’alta considerazione della termodinamica), era a me che si rivolgeva per discuterne in nome della comune formazione chimica.

Ma oltre ai rapporti di lavoro ci legava una profonda amicizia, fondata anche sulla comune passione politica. Purtroppo ho un’età in cui la conclusione di questi splendidi rapporti interpersonali non è più un evento raro e inaspettato. Ma rimane il ricordo che mantiene viva la presenza di chi ci ha lasciato.

 

Un ricordo di Dario di Aldo Armigliato

Conobbi Dario quando fui assunto dal CNR, ormai quasi cinquant'anni fa. Lui formalmente proveniva dall'Euratom di Ispra, cosa che suscitò sempre in me grande ammirazione, mentre io avevo in precedenza lavorato nell'industria. Nel neonato Laboratorio LAMEL, come allora si chiamava l'IMM, fui assegnato al gruppo da lui diretto che si occupava di Chimica fisica dei materiali per l'elettronica. Dario aveva maturato negli anni competenze di livello internazionale, specie nel settore dei processi d'interesse nucleare ed era un sostenitore dell'importanza della microscopia elettronica e della microanalisi a raggi X, tecnica di cui mi propose di occuparmi. La nostra collaborazione divenne subito intensa e già nel 1974 da un suo suggerimento nacque un lavoro premiato con il Corning Award ad una Conferenza Internazionale di 'Microbeam Analysis' ad Ottawa. Da allora e fino  alla metà degli anni '90 collaborammo nel campo dei processi di drogaggio del silicio, d'importanza fondamentale per la tecnologia planare dei dispositivi micro- e nano-elettronici. Era una persona gentile e affabile, non amava l'esercizio del potere, qualunque esso fosse.  Era invece incline a stimolare e valorizzare i collaboratori, cosa che mi è sempre stata di grande incoraggiamento. Le sue grandi competenze scientifiche hanno dato un grande contributo a molteplici attività di ricerca dell'Istituto a livello internazionale. Era un ricercatore rigoroso ma nelle trattazioni dei fenomeni rifuggiva dagli eccessi formali. Mi ricordava talvolta, saggiamente, che il meglio è nemico del bene.

La nostra interazione scientifica fu scarsa negli anni di fine secolo e anche dopo, finchè nel 2010 un'azienda tedesca leader nel campo dei pannelli solari fotovoltaici (Schott Solar GmbH) ci propose una collaborazione nel campo della diffusione e precipitazione del fosforo in silicio, indotta da processi di loro interesse. Dario se ne occupò con lo stesso entusiasmo di trent'anni prima. Aveva quasi ottant'anni, ma certo non li dimostrava.

Negli ultimi anni la nostra amicizia divenne ancora più intensa; il ricordo di lui e di quello che ha rappresentato nella mia vita rimarrà per me incancellabile.

 

Un ricordo di Dario di Sandro Solmi

Il “core” dell’attività di ricerca del neo costituito Laboratorio LAMEL era lo studio della tecnologia di fabbricazione dei dispositivi elettronici al Silicio. Alcuni entusiasti neo laureati, fra cui il sottoscritto, dopo un breve stage alla SGS (poi STMicroelectronics) installarono presso l’istituto una linea di fabbricazione di dispositivi elettronici con attrezzature “quasi” di avanguardia per quei tempi (primi anni ’70). Fra le attività di ricerca intraprese fin dall’inizio vi era lo studio del processo di drogaggio del Si, step fondamentale per la realizzazione dei dispositivi. Sinceramente non ricordo come riuscì a coinvolgere Dario in questa attività di ricerca. A quei tempi Dario era già un affermato ricercatore a livello internazionale con competenze nel settore nucleare e nella termodinamica applicata ai materiali. Con le sue profonde conoscenze e il suo approccio metodologico contribuì in maniera determinante ad interpretare il mare di dati sperimentali ottenuti da noi giovani tecnologi. Il risultato fu entusiasmante: il primo articolo pubblicato vinse il premio “Young Author Award” come miglior lavoro pubblicato da giovani autori sul Journal of Electrochemical Society nel 1973. Ovviamente gli onori andarono agli “Young authors” anche se il merito principale fu dell’“old” coworker.

L’attività di ricerca nel settore del comportamento dei droganti in Si, dall’attivazione ad alte concentrazioni, alle transizione di fase, al contenimento delle profondità di giunzione, è poi continuata per tutto il secolo scorso e ha accompagnato l’evoluzione della microelettronica dai primi microprocessori degli anni ’70 alla nanoelettronica del XXI secolo. Un importante contributo al successo di questa attività fu dovuto alla convinzione di Dario di affiancare in questi studi alle tecniche elettriche abitualmente usate dalle industrie di microelettronica anche tecniche di analisi strutturale quali microscopia elettronica, microanalisi, raggi X e back scattering, tecniche che a quei tempi erano scarsamente disponibili nelle industrie di microelettronica.

La continuità di ricerca nello stesso settore portarono ad acquisire notorietà e prestigio a livello internazionale e al coinvolgimento in diverse collaborazioni con industrie e università ed a presentazioni ad invito in importanti congressi internazionali. In particolare le collaborazioni con l’IBM di Yorktown e lo Stanford Institute di Palo Alto obbligarono il riluttante Dario a salire di nuovo su quelle infernali macchine volanti chiamate aerei.

A coronamento dell’attività di ricerca nell’area del drogaggio del Si nel 2010 un'azienda tedesca leader nel campo dei pannelli solari fotovoltaici (Schott Solar GmbH) propose una collaborazione per ottimizzare il loro processo di formazione della giunzione basato sul drogaggio con fosforo (il tema trattato nel primo lavoro di Dario sull’argomento e premiato nel lontano 1973). Dario, ormai ottantenne, se ne occupò con lo stesso entusiasmo e lucidità con cui aveva affrontato questi problemi ben quarant’anni prima.

Negli oltre 40 anni trascorsi al CNR non ricordo un periodo in cui non avessi in corso un’attività di ricerca insieme a Dario (l’ultimo articolo pubblicato insieme è dell’estate del 2011, entrambi già pensionati). Avevamo per molti aspetti competenze complementari, le discussioni erano frequenti ma sempre con esiti fruttuosi. Avevamo anche abitudini condivise: mai iniziare a lavorare prima delle dieci, mai fretta di chiudere alla sera. Quei pomeriggi trascorsi insieme mi mancano.  

 

Un ricordo di Dario di Giorgio Lulli

Ho avuto occasione di approfondire la conoscenza di Dario negli anni che vanno dal 2008 al 2013. In quel periodo mi sono occupato di divulgare, prima attraverso un sito web, poi con un documentario, infine con un libro, l’esperimento di interferenza di elettroni singoli. Questo (il più bello della fisica, secondo un sondaggio del 2002 del Physics World) fu realizzato per la prima volta a Bologna nel 1974 da Pier Giorgio Merli del LAMEL, Franco Missiroli e Giulio Pozzi dell’Università di Bologna. Fu anche oggetto di un documentario, Interferenza di elettroni, vincitore della medaglia d’oro al festival del Cinema Scientifico di Bruxelles del 1976, di cui Dario fu co-autore.

Alla ricerca di testimonianze dirette su quel risultato prestigioso e sulle circostanze che lo avevano favorito, intervistai Dario e ebbi con lui numerosi scambi di idee in molteplici occasioni. Dario, che non perdeva l’occasione di evidenziare le implicazioni del rapporto tra scienza e società, era in grado, meglio di tanti altri, di contestualizzare le vicende scientifiche nell’ambito socio-culturale in cui erano maturate. Egli, oltre a essere specialista rigoroso e di valore nel suo settore di ricerca, sosteneva con passione il ruolo, non solo tecnologico-applicativo, ma anche culturale, della scienza e dei ricercatori nella società. Si prestò spesso e volentieri a dedicarmi il suo tempo, perché apprezzava il mio sforzo; era infatti convinto che la divulgazione verso la società fosse un compito importante di chi fa ricerca. A questo proposito va ricordato che il documentario Interferenza di elettroni fu solo il primo di una lunga serie di film scientifici realizzati negli anni 1976-2000 dal Reparto di Cinematografia Scientifica del LAMEL, che nacque appunto per iniziativa di Dario.

Il contributo di idee e riflessioni di Dario ha contribuito a formare il mio punto di vista sulle vicende che in seguito ho raccontato. Posso dire che se nel lavoro che ne è scaturito è presente qualche elemento di valore e interesse, Dario è tra i primi che devo ringraziare.

 

Alcuni link di approfondimento:

 

Collezione di brevi interviste video realizzate con Dario per la costruzione del sito web sull’esperimento di interferenza di elettroni singoli: http://l-esperimento-piu-bello-della-fisica.bo.imm.cnr.it/archivioclip3.html

 

Sito del documentario del 1976 Interferenza di elettroni: https://www.bo.imm.cnr.it/users/lulli/downintel/

 

Sito-archivio dei film scientifici del reparto di Cinematografia Scientifica del LAMEL: http://cinematografia-scientifica.bo.imm.cnr.it/index.html

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